La mia visione

Una città più bella e più sana è più attraente per chi ci vive, studia, lavora, fa shopping, usufruisce dei suoi servizi culturali e ricreativi. E’ una città che allunga la vita ai suoi cittadini e li  fa vivere meglio, è amica dei bambini e degli anziani. E’ una città più accogliente e quindi più sicura e solidale. E’ una città che arricchisce i suoi cittadini, perché valorizza ciò che possiedono. E’ una città attrattiva, di cui essere orgogliosi.

Gli esempi di altre città europee e non ed alcune esperienze avviate a Milano ci dimostrano che una trasformazione urbana fondata sulla qualità dell’ambiente e della vita è possibile e desiderabile. Ne sono presupposto la volontà politica, la buona e sana amministrazione, la capacità di coinvolgere la cittadinanza comunicando il senso di un progetto comune, ricorrendo a incentivi e disincentivi per indurre modifiche di comportamento, fornendo feed-back sui risultati raggiunti.

COME SVILUPPARE QUESTA VISIONE

  1. Più  spazio a pedoni e ciclisti, meno alle auto
  2. Più trasporto pubblico
  3. Più verde, più alberi
  4. Più energia pulita
  5. Più pulizia e decoro urbano
  6. Più cura e manutenzione della città
  7. Più sicurezza e controllo del territorio
  8. Più trasparenza amministrativa e partecipazione dei cittadini
  9. Più persone oneste e competenti nei ruoli pubblici
  10. Più efficienza e buon governo

Un tram per la notte

(pubblicato sul Corriere della Sera del 30 giugno 2010)

Chi vive a New York fa volentieri a meno dell’ auto, sia perché il costo per l’ uso dello spazio per parcheggiare è elevato, sia perché può contare su un sistema efficace di trasporto pubblico. La metropolitana è aperta 24 ore su 24, i taxi sono economici e facilmente reperibili a qualsiasi ora (tranne quando piove, proprio perché tutti li usano). Infatti a Manhattan, il quartiere più densamente popolato di New York, circolano solo 17 auto ogni 100 abitanti, contro le 55 di Milano, che pure figura tra le città più virtuose in Italia. Investire sui servizi di trasporto pubblico notturno, oltre ad andare a vantaggio degli utenti, che possono così muoversi a basso costo, favorisce la riduzione dell’ uso dell’ auto privata e comporta un beneficio collettivo in termini di ambiente, sicurezza e socialità. A Milano da maggio è stato «sospeso per ragioni tecniche» il prolungamento, avviato due anni fa, della metropolitana fino alla 1.30 il sabato notte. Da gennaio era già stato «sospeso» l’ allungamento del servizio del bike-sharing fino alle 2 (a Parigi funziona 24 ore su 24). Questi ed altri servizi notturni, come il bus by night, che opera dalle 2 alle 5 nei weekend, e il bus di quartiere avviato sperimentalmente in alcune aree periferiche dalle 22 alle 2, hanno riscontrato il gradimento dei milanesi. Nel loro complesso fanno parte di una precisa visione di sviluppo della città che richiede semmai, oltre al ripristino di quanto sospeso, di estendere i servizi di trasporto notturno. A questa visione può dare un contributo determinante la diffusione dei nuovi servizi personalizzati ed in condivisione, come il bike sharing e il car sharing (utilizzando veicoli elettrici, come a Parigi), che possono funzionare senza limiti di orario. La minaccia presente nella recente manovra finanziaria di un taglio dei contributi statali per il trasporto pubblico locale non deve essere un alibi per interrompere la prosecuzione dei piani di mobilità sostenibile già avviati, che si possono realizzare attraendo nuovi utenti e rendendo più efficienti i servizi esistenti. Milano è già oggi in grado di competere con le altre metropoli nel mondo per quanto riguarda l’ offerta culturale e ricreativa notturna, che – se ben regolata e controllata – costituisce una ricchezza dal punto di vista economico e sociale. A questo proposito le esperienze estere ci insegnano che la vivibilità e la sicurezza aumentano con la presenza di esercizi commerciali aperti tutta la notte, non certo imponendo «coprifuoco» a macchia di leopardo. Non dimentichiamo poi che Milano è anche una grande città universitaria, con quasi 200 mila studenti, la seconda città italiana per numero di presenze turistiche, nonché sede del primo polo fieristico del Paese e di eventi di richiamo internazionale che fanno vivere l’ intera città. Per non perdere l’ appuntamento con l’ Expo 2015 bisogna, oltre a realizzare l’ evento, cogliere l’ opportunità di trasformazione dello spazio urbano, dei servizi collettivi e dei comportamenti individuali che porta con sé e che rimarrà come eredità alla città.

Ma quanto è verde la città!

(pubblicato su viasarfatti25.it)

Qual è la città più sostenibile del XXI secolo? Per David Owen, giornalista del New Yorker e autore di Green Metropolis (Egea, 2010), potrebbe essere New York, anzi il suo cuore pulsante Manhattan. Alla sorprendente conclusione arriva ribaltando una serie di luoghi comuni che contrappongono le virtù della campagna naturale ai mali della città artificiale.

In realtà già da qualche tempo gli urbanisti hanno individuato i vantaggi ambientali della “città densa”: minor consumo di suolo, maggiore efficienza energetica, migliori servizi di trasporto pubblico di massa, facile accessibilità a piedi ai servizi pubblici e privati. Si tratta di vantaggi “potenziali” perché necessitano, per essere effettivamente conseguiti, di politiche pubbliche adeguate.

In primo luogo deve realizzarsi un efficace coordinamento fra lo sviluppo urbanistico e le infrastrutture dei sistemi di trasporto: dalle metropolitane e dai sistemi di trasporto rapidi, ai servizi flessibili e personalizzati come car sharing, bike sharing e servizi a chiamata, fino alle reti di percorsi ciclabili e pedonali. La distribuzione dei servizi sul territorio deve essere capillare e inserita in quartieri polifunzionali, dove siano compresenti abitazioni, uffici e negozi.

Incentivi e disincentivi economici possono poi rendere efficiente l’uso di una risorsa scarsa come lo spazio pubblico urbano (sosta a pagamento, “road pricing”) e favorire il contenimento dei costi energetici relativi agli edifici in ragione del valore degli spazi e della possibilità di centralizzare la generazione del calore e distribuirlo mediante reti di teleriscaldamento.

Le statistiche internazionali confermano la maggiore sostenibilità del modello di città densa. A questo proposito il rapporto Ocse Competitive cities and climate change (2009) prende in considerazione anche Milano fra le città che hanno avviato misure efficaci in questa direzione soprattutto nel campo del contenimento dell’uso dell’auto. Del resto l’aumento della popolazione mondiale, la crescente urbanizzazione e la necessità di affrontare sfide globali come il cambiamento climatico spingono in questa direzione.

All’opposto il fenomeno dell’urban sprawl, con l’allargamento incontrollato degli insediamenti abitativi intorno alle città e la creazione di quartieri monofunzionali (aree residenziali, centri direzionali, mall commerciali) raggiungibili solo in auto rappresenta un modello di sviluppo insostenibile. Owen mette in evidenzia come questo modello sia frutto dell’utopia fordista dell’era dell’automobile per tutti. Henry Ford definiva la grande città “un bubbone pestifero” e vedeva nell’auto uno strumento di liberazione dell’umanità.

Solo oggi ci rendiamo conto che la costruzione di spazi urbani a misura d’auto e il pendolarismo fra le città e gli spazi suburbani comportano esternalità (inquinamento, congestione, danni alla salute, ecc.) che compromettono la nostra qualità di vita. Nella vecchia Europa, dove le città sono preesistenti all’automobile, la forzatura e la perdita di benessere sono ancora più evidenti. Non possiamo tuttavia aspettarci che questo problema collettivo venga risolto esclusivamente mediante azioni frutto di una responsabilizzazione individuale. La letteratura sui beni comuni (come è la qualità degli spazi urbani) ci insegna che per tutelarli efficacemente è necessario definire delle regole per il loro uso.

Che poi la città ideale sia davvero New York è da vedersi. A metterlo in dubbio è lo stesso Owen: nell’ultima pagina del libro ci rivela che vive nel Connecticut a 90 miglia da Manhattan in una villetta con giardino!

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