Da Il  Corriere della Sera del 25 gennaio 2011

Dal 2006 a oggi c’è stato un progressivo miglioramento della qualità dell’aria a Milano ottenuto soprattutto con il rinnovo dei veicoli circolanti grazie ad azioni «strutturali», come Ecopass e le limitazioni regionali, ma l’attuale permanenza prolungata di elevati livelli di inquinamento conferma la necessità di rafforzare l’azione avviata e di intervenire con provvedimenti specifici nelle fasi critiche. Se è vero che non siamo nelle condizioni della Londra del 1952, dove a causa dello smog in soli 5 giorni, dal 5 a 9 dicembre, si contarono 4.000 morti, nei giorni successivi ai picchi di smog si manifesta un sensibile aumento delle patologie legate all’inquinamento e un eccesso di mortalità.

Mentre la Regione non ha ancora convocato il «tavolo permanente per la qualità dell’aria», che pure avrebbe competenza anche sulle misure di emergenza, il Comune ha assunto un provvedimento d’urgenza che prevede in primo luogo l’estensione all’intera giornata del divieto di circolazione per i veicoli già soggetti al fermo regionale dalle 7.30 alle 19.30 e il fermo del traffico per la prossima domenica (a meno che l’aria non torni «pulita» per almeno tre giorni di fila). La prima limitazione riduce marginalmente il già ridotto uso dei veicoli più vecchi, mentre la domenica a piedi risponde a un’impostazione che era stata abbandonata proprio per la scarsa efficacia. Fino all’inverno 2003/2004 infatti la disciplina regionale prevedeva il blocco domenicale dopo 9 giorni di superamento consecutivo dei limiti; poi le domeniche a piedi sono state programmate prevalentemente in una logica di sensibilizzazione pubblica. Con l’insediamento della giunta Moratti, il Comune adotta propri provvedimenti di emergenza, andando anche oltre quelli definiti a livello regionale. Blocchi domenicali del traffico al di fuori del coordinamento regionale erano stati attuati dal Comune anche nel 2010, sebbene la stessa agenzia comunale per la mobilità e l’ambiente indichi nei suoi studi la loro modesta efficacia, per di più limitata ai giorni in cui sono in vigore (la valutazione è ancora più negativa sulle targhe alterne).

Quali misure sarebbero allora più adeguate nell’attuale fase? Ne indico due che rispondono a requisiti di rapidità, semplicità e impatto:
1) l’applicazione di Ecopass a tutti gli autoveicoli (a parte quelli strettamente ecologici), applicando una tariffa di 2 euro a quelli attualmente esclusi, che porterebbe ad una riduzione del traffico di circa il 20 per cento;
2) il fermo della circolazione di giorno dei veicoli merci (tranne quelli a basse emissioni o per ragioni di pubblica utilità), che sono responsabili di circa un terzo delle emissioni di Pm10. Entrambe queste misure servirebbero anche come test in vista di una loro adozione permanente per proseguire e rafforzare l’impegno per risanare l’aria.