Da Il Corriere della Sera del 20 gennaio 2010

Alla proposta, per quanto generica, del presidente della Provincia, Guido Podestà, di istituire un pedaggio sulle tangenziali milanesi per finanziare nuove metropolitane e infrastrutture di trasporto pubblico hanno fatto seguito reazioni fortemente critiche da parte di molti esponenti politici, con l’ eccezione del sindaco Letizia Moratti. Di fatto l’ idea è stata accantonata senza alcun serio approfondimento. Peccato, perché – anche se tutti sembrano ignorarlo – la materia è di assoluta attualità a livello europeo. Addirittura il sistema di pedaggiamento delle infrastrutture stradali è già definito normativamente e si fonda sugli elementi di seguito descritti. 1. Il «road pricing», sia in ambito urbano che extraurbano, è considerato dalla Ue come la migliore modalità per affrontare il problema dei costi sociali generati dal traffico, in applicazione dei principi «chi utilizza paga» e «chi inquina paga». 2. La possibilità di istituire un pedaggio su arterie stradali come le tangenziali è già prevista dalla normativa comunitaria, limitatamente ai veicoli merci pesanti sopra le 12 tonnellate (3,5 tonnellate dal 2012). La direttiva è in fase di revisione proprio per tenere maggiormente conto degli impatti ambientali, il cui costo sociale può arrivare a 80 centesimi al chilometro per i veicoli più vetusti nelle fasce orarie di punta secondo un recente studio ufficiale europeo e favorire l’ utilizzo di veicoli meno inquinanti. 3. Per garantire l’ efficacia del sistema è necessario applicare tariffe realmente dissuasive e in grado di generare risorse adeguate. La direttiva europea prevede un pedaggio giornaliero di 11 euro, oltre a forme di abbonamento periodico, con possibili modulazioni rapportate al contributo inquinante. 4. È previsto che la riscossione del pedaggio avvenga con mezzi elettronici, dunque senza caselli e rallentamenti. Su queste basi credo che debba essere presa in considerazione l’ istituzione di una «low emission zone», un’ area a basse emissioni, in corrispondenza dell’ anello delle tangenziali che preveda il pedaggiamento dei soli camion, in particolare i veicoli commerciali pesanti, escludendo quindi le auto. Le tariffe dovrebbero essere incisive e rapportate alle emissioni. Il sistema sarebbe sinergico e coerente con l’ ecopass milanese – alla cui introduzione ho contribuito come assessore – e in grado di generare importanti risorse economiche da reinvestire. Le esperienze fatte sia a Milano che in altre città in Europa e nel mondo indicano questa strada per avere risultati concreti.