Da Il Corriere della Sera del 10 giugno 2011

Domenica e lunedì i milanesi troveranno, oltre alle quattro schede dei referendum abrogativi nazionali, cinque schede per i referendum di indirizzo indetti dal Comune a seguito della raccolta di circa 24.000 firme per ogni quesito da parte del comitato promotore «Milanosimuove», di cui fanno parte associazioni ed esponenti della politica, della cultura e della società civile in una logica trasversale. È importante che i milanesi partecipino anche in questa occasione. Per la prima volta in Italia infatti i cittadini saranno chiamati a esprimersi non su un singolo aspetto, ma su una trasformazione urbana complessiva che interessa i sistemi della mobilità, dell’ energia, del verde, delle acque e dell’ uso dello spazio urbano. Se sarà raggiunto il quorum – pari al 30 per cento per la consultazione milanese – e i sì prevarranno, i referendum assumeranno valore di indirizzo per la nuova amministrazione comunale. Il sindaco Giuliano Pisapia ha invitato i milanesi a esprimersi. Lo stesso aveva fatto il suo predecessore Letizia Moratti. Entrambi hanno detto che voteranno sì. A molti pare ovvio che i sì prevalgano largamente. Nessun partito finora si è espresso per il no, eppure in tutti gli schieramenti non mancano gli oppositori alle proposte referendarie, che scardinano abitudini e interessi conservatori consolidati. Letizia Moratti aveva creato grandi aspettative per il miglioramento ambientale e aveva avviato un piano di misure innovative, che trovava in Expo un fattore di accelerazione. È stata una rivoluzione incompiuta, a causa del freno esercitato da esponenti della sua stessa coalizione che ne hanno progressivamente ridotto lo spazio di autonomia. Pisapia trova le condizioni per rilanciare il processo, in molti casi attuando piani già predisposti. La spinta dei referendum può consentirgli di saltare gli ostacoli e compiere nella fase più favorevole, l’ inizio del mandato, le scelte necessarie – che spesso non trovano subito un gradimento unanime – per una vera svolta nella sostenibilità urbana. Un elemento chiave perché questa impostazione abbia successo è l’ informazione e la partecipazione dei cittadini in tutte le fasi. I cittadini devono conoscere obiettivi e risultati, sentirsi attori del cambiamento, comprendere costi e benefici. Negli ultimi due anni invece il Comune ha smesso di rendere pubblici i risultati di ecopass, ingenerando così dubbi sulla sua efficacia, mentre i dati rivelano che, dopo l’ eliminazione delle deroghe grazie al ricorso delle associazioni ambientaliste, l’ efficacia in termini di riduzione del traffico nell’ area di applicazione è risalita intorno al 15 per cento: non poco, in linea con l’ effetto della tariffa a Londra e Stoccolma. Questo occultamento forse serviva ai detrattori di ecopass per cercare di eliminarlo, nonostante la stessa commissione tecnica nominata dal Comune nel suo rapporto (anche questo secretato fino alla pubblicazione sul sito dei referendari www.milanosimuove.it) ne abbia confermato la validità e la necessità di estensione. Edoardo Croci presidente Comitato promotore referendum milanesi