Eppure i soggetti responsabili non sopportano i costi del danno apportato alla collettività. Con sistemi di rilevamento migliori potrebbero essere penalizzati, riducendo le emissioni.

L’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente sulla qualità dell’aria in Europa stima tra i 330 e i 940 miliardi di euro il costo annuale per la salute derivanti dall’inquinamento atmosferico,mentre a livello globale l’Ocse ha attribuito a questa causa 3,4 milioni di morti nel 2010, con la Cina in testa

InEuropa la situazione più critica, pur in presenza di un trend dimiglioramento, è quella della Pianura Padana (ed in particolare della Lombardia) e della Slesia in Polonia

L’inquinamento atmosferico rappresenta un problema grave soprattutto nelle aree urbane, dove si concentrano i principali fattori di emissione

Nelle città italiane il traffico è di gran lunga il maggiore responsabile delle emissioni di polveri sottili e di altri inquinanti pericolosi per la salute come il biossido d’azoto e gli idrocarburi policiclici aromatici, nonché delle componenti primarie dell’ozono

In un contesto di crescente competizione tra città globali, la qualità dell’ambiente rappresenta un elemento di sempremaggior rilievo

Assume dunque grande rilevanza indirizzare le politiche pubbliche verso ilmiglioramento della qualità ambientale sulla base di valutazioni economiche affidabili in termini di rapporto tra costi dellemisure e danno evitato.Gli effetti dell’inquinamento dell’aria, infatti, hanno conseguenze molteplici per il benessere umano in settori quali la sanità, l’agricoltura, l’ecosistema, gli immobili e anche il patrimonio artistico

Nel tempo si sono sviluppatemetodologie di valutazionemonetaria dei danni ambientali sempre più accurate, basate alternativamente sul valore di mercato delle risorse compromesse o sulla stima delle disponibilità a pagare degli individui per evitare i danni

La prima tipologia di danni riguarda i costi monetari in termini di maggiori spese sanitarie, previdenziali e dimanutenzione, iminori ricavi dalla produzione agricola, i maggiori incidenti legati alla minor visibilità; la seconda principalmente il rischio di mortalità e di contrarre diverse patologie

Iefe Bocconi e fondazione Ca’ Granda – Policlinico di Milano hanno organizzato un’occasione di confronto fra economisti e medici per fare il punto sulle conoscenze in termini di valutazione economica dell’inquinamento atmosferico, a cui hanno partecipato anche esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, che hanno evidenziato come gli attuali limiti europei, spesso non raggiunti, non sono comunque sufficienti per la tutela della salute

Una riduzione del 20% delle concentrazioni di polveri sottili consentirebbe di evitare oltre un terzo della mortalità per questa causa

La sfida principale per la scienza economica è duplice: da un lato, è chiamata a stimare conmaggior precisione e dettaglio l’effettivo costo dell’inquinamento atmosferico; dall’altro, a proporre sia efficaci meccanismi di internalizzazione dei costi dell’inquinamento atmosferico, sia policy che siano costeffective nel ridurre le emissioni di inquinanti e i relativi impatti sulla società

Oggi infatti le esternalità ambientali generate dai soggetti responsabili dell’inquinamento sono sopportate dagli stessi solo in piccola parte

L’applicazione del principio “chi inquina paga” consentirebbe invece dimigliorare il benessere sociale, penalizzando le attività inquinanti e indirizzando maggiori risorse economiche nella direzione di una green growth

C’è grande spazio anche per la ricerca, secondo un approccio multidisciplinare, per valutare imeccanismi di causa-effetto, migliorando i sistemi di rilevamento (che ancora oggi non consentono di individuare in maniera veramente dettagliata e puntuale la distribuzione spazio-temporale degli inquinanti, che può variare sensibilmente nell’arco di pochi chilometri e di poche ore), definire il valore monetario di tali impatti; attribuire le responsabilità dei costi generati e definire lemisure di policy ottimali

Da: Via Sarfatti 25