Abbiamo ricevuto e pubblichiamo una riflessione a firma di Edoardo Croci, candidato sindaco di Cefalù nelle ultime elezioni comunali del 2012.

L’ambiente rappresenta sempre di più un elemento determinante per la qualità della vita e per l’attrattività di un territorio. Questa considerazione vale sia per i grandi centri urbani, che per le piccole località turistiche. La consapevolezza della rilevanza dei fattori ambientali sulla salute umana, grazie anche all’evoluzione delle conoscenze scientifiche, ha portato ad una crescente pressione pubblica sui diversi livelli di governo, per prevenire e rimuovere i fattori di rischio. Ma anche le scelte di insediamento per motivi di lavoro e di soggiorno per turismo sono sempre più legate, oltre che a fattori economici e di sicurezza, alla qualità dell’ambiente.

In un’accezione più ampia, anche il paesaggio rappresenta un rilevante fattore di attrattività e competitività di un territorio. Tutelare il paesaggio, che comprende elementi naturali e manufatti di rilievo culturale, che si sono stratificati nella storia di un luogo, contribuendo a determinarne una specifica identità, contribuisce dunque a valorizzare un territorio anche da un punto di vista economico e sociale.

Vi è consapevolezza di questo a Cefalù, da parte di chi amministra la città, ma anche dei suoi cittadini? A giudicare da quanto si sta facendo concretamente per rimediare situazioni compromesse e per garantire uno sviluppo sostenibile, la risposta sembra essere nel complesso negativa, pur con delle rilevanti eccezioni.

Tutte le matrice ambientali risultano più o meno degradate. La qualità dell’acqua potabile è insufficiente, in certi luoghi e periodi le acque di balneazione risultano compromesse, il traffico nel centro abitato è una piaga che genera congestione e smog, cumuli di rifiuti sul lungomare e discariche abusive proliferano, i ripetitori radiotelevisivi sono collocati in prossimità dell’unico parco giochi per bambini in centro, il verde fruibile (cioè utilizzabile a scopo di gioco e ricreazione) scarseggia ed è mal manutenuto.

Per quanto riguarda il paesaggio, la natura e la storia sono state generose con Cefalù, luogo di bellezza unica e straordinaria (come riconosciuto anche dall’Unesco), ma a questo patrimonio si manca troppo spesso di rispetto. I cavi elettrici volanti e le unità esterne arrugginite dei condizionatori, così come tanti interventi edilizi piccoli e grandi di scarsa qualità sono veri e propri sfregi. L’arredo urbano (pavimentazione, illuminazione, panchine, balaustre, alberature, fiori, ecc.) sul lungomare è impresentabile, tralasciando il porto. Appena si esce dall’area più densamente abitata, poi, l’inadeguatezza dei servizi di manutenzione e pulizia comunali è del tutto evidente.

Eppure a Cefalù non mancano certo persone che si sono impegnate e continuano a impegnarsi per cambiare la situazione, persone che possiedono una cultura e una sensibilità storico artistica eccezionale, giovani che hanno studiato e viaggiato desiderosi di mettere a disposizione le loro competenze, volontari che si mobilitano a favore di proposte innovative. Così le associazioni sportive (quelle della pallacanestro, pallavolo, nuoto e vela, solo per citarne alcune) sono attivissime, le parrocchie hanno generato idee e proposte innovative, pochi anni fa sono comparse aiuole fiorite grazie a sponsor illuminati e oggi si raccolgono firme e danari per creare un nuovo parco giochi in piazza Cristoforo Colombo. Questo stesso giornale, oltre che strumento di informazione, è strumento di denuncia e proposta.

Ma al di là della buona volontà e dell’impegno di molti, quello che manca è una regia complessiva, frutto di un processo di condivisione e di partecipazione dei cittadini, che solo l’amministrazione comunale potrebbe e dovrebbe dare. In questa direzione si deve avere anche la capacità di dare valore alle relazioni che esistono fra Cefalù, le Madonie e le Eolie, creare circuiti in cui coniugare turismo, cultura e cibo. Solo grazie a questa regia pubblica sarebbe possibile sviluppare piani di intervento articolati e coerenti, attrarre finanziamenti pubblici (in particolare europei) e sponsorizzazioni private, ma soprattutto investimenti in grado di generare reddito e lavoro puntando proprio sull’ambiente e il paesaggio.