Da Il Corriere della Sera del 9 luglio 2006

È necessario adottare provvedimenti energici – a volte anche impopolari – per ridurre l’ inquinamento atmosferico nei grandi centri urbani. Una recente indagine dell’ Oms conferma i pesanti effetti sulla salute in presenza di elevate concentrazioni di polveri sottili ed ozono e chiama all’ azione gli amministratori delle città.  Nella mia nuova funzione di assessore alla mobilità, trasporti e ambiente del Comune intendo realizzare quanto previsto dal programma del sindaco Moratti intervenendo innanzitutto in due ambiti: 1) la mobilità sostenibile delle persone e delle merci e 2) la promozione dell’ efficienza energetica e delle fonti «pulite». Tra i provvedimenti previsti, quello che suscita maggiore dibattito è l’ introduzione della «pollution charge», cioè un pedaggio per l’ ingresso in città dei veicoli più inquinanti. Ho letto con interesse gli interventi sul Corriere di Gaspare Barbielini Amidei e di Piero Bassetti, che, pur non contrari al provvedimento, esprimono elementi di riflessione in relazione alla sua equità, alle modalità di applicazione e alla destinazione dei proventi. Concordo con la necessità di un approfondimento su questi temi e garantisco che non appena completato il piano di introduzione del pedaggio, per cui è già all’ opera un apposito gruppo di lavoro tecnico comunale, integrato da professionalità scientifiche esterne all’ amministrazione, sarà svolta una diffusa azione di informazione e ascolto dei cittadini, anche residenti fuori Milano. Voglio evidenziare sin d’ ora che della sua introduzione beneficerà non solo Milano, grazie alla riduzione del numero di auto che entrano ogni giorno in città, ma anche i comuni dell’ hinterland e di un’ area ancor più vasta, che subiranno un minor traffico grazie alla riduzione dei flussi di auto all’ origine – aspetto che ha ben colto il presidente dell’ amministrazione provinciale Filippo Penati. Una cospicua parte degli introiti sarà destinata, tra l’ altro, proprio a potenziare il trasporto pubblico extraurbano (oltre naturalmente a quello urbano), in modo da offrire progressivamente valide alternative ai pendolari. Voglio infine ricordare che il pagamento di un pedaggio a fronte dell’ utilizzo di un veicolo inquinante (saranno comunque esentati i veicoli ecologici e quelli di ultima generazione) è coerente con l’ applicazione del principio comunitario «chi inquina paga» e consente di includere nel costo d’ uso del mezzo privato anche le cosìddette «esternalità ambientali», cioè i danni subiti dalla collettività.

Edoardo Croci