Da Il Corriere della Sera del  9 maggio 2006

Il principale pregio del programma di Letizia Moratti sull’ ambiente è l’ indicazione di obiettivi quantitativi e tempi precisi, totalmente assenti in quello di Ferrante. Sono chiaramente specificati l’ obiettivo di riduzione del 25% delle emissioni inquinanti da traffico (e del 20% dell’ inquinamento complessivo) entro cinque anni e le misure per raggiungerlo. Tra queste figura «coraggiosamente» (diversamente dal programma di Ferrante) l’ introduzione d’ una «pollution charge», un pedaggio commisurato alle emissioni inquinanti dei veicoli che entrano in città. La tariffa verrà applicata ai veicoli che non rispettano gli standard ambientali più rigorosi. Saranno cioè esclusi solo i veicoli di ultima generazione (euro 5), quelli ecologici, nonché quelli adibiti a servizi pubblici e al trasporto merci (per i quali sono previsti invece interventi sulla logistica e sul rinnovo) e dei residenti. L’ intero ricavato della tariffa (circa 150 milioni di euro annui) sarà destinato a infrastrutture per la mobilità (come le nuove linee metropolitane e il miglioramento dei collegamenti extraurbani) e a misure per il miglioramento ambientale. L’ introduzione della tariffa avrà una fase iniziale sperimentale biennale per garantire la messa a punto del sistema, considerare le esigenze delle diverse categorie e rafforzare il trasporto pubblico. Nel programma sono inoltre previste numerose azioni per promuovere l’ eco-efficienza in ambito domestico, industriale e commerciale, e l’ utilizzo delle acque di falda, mediante la tecnologia delle pompe di calore, per il riscaldamento e il condizionamento di interi quartieri. Rispetto all’ obiettivo regionale di riduzione dell’ inquinamento da polveri sottili del 50%, il contributo offerto dalle misure adottate dal Comune di Milano sarebbe molto rilevante e sinergico con le altre misure in via di adozione da parte della Regione.

Edoardo Croci