(Corriere della Sera – 14 febbraio 2006)

Il pessimo stato della qualità dell’ aria nella Pianura Padana riscontrato nel 2005 e in queste prime settimane del 2006, per le elevate concentrazioni di polveri sottili (e di ossidi di azoto), viene attribuito alle fonti emissive degli inquinanti, soprattutto il traffico e il riscaldamento. L’ incremento del numero di auto per famiglia e dei chilometri percorsi, nonché dei veicoli diesel rispetto a quelli a benzina, ha finora compensato la riduzione delle emissioni veicolari ottenute grazie alle innovazioni tecnologiche sulle auto e sui combustibili. Così pure la permanenza dell’ uso di vecchie caldaie, l’ eccessiva temperatura e l’ imperfetto isolamento degli edifici non hanno consentito significativi miglioramenti, nonostante la messa al bando (non del tutto rispettata) dei combustibili più inquinanti. Vanno dunque nella giusta direzione le proposte del presidente della Regione Roberto Formigoni di vietare (entro un ragionevole lasso temporale) la circolazione delle auto diesel senza filtro antiparticolato e di incentivare la sostituzione (a partire da oggi ed entro 5 anni) di metà delle caldaie condominiali di Milano. L’ attuale emergenza è però attribuibile soprattutto alle condizioni del clima, eccezionalmente secco e poco piovoso, che non consente un’ efficace dispersione degli inquinanti. I più autorevoli centri meteorologici italiani e internazionali hanno registrato negli ultimi 10 anni una modifica del clima nel Nord Italia – con ondate di calore estive, piogge torrenziali in autunno e inverni troppo secchi o, all’ opposto, troppo piovosi – attribuibile all’ effetto serra, il fenomeno di riscaldamento globale che ha effetti differenziati regionalmente. La Nasa ha rilevato che per la Terra il 2005 è stato l’ anno più caldo dalla fine del 1800, seguito dal 1998, 2002, 2003 e 2004. La comunità scientifica internazionale considera quasi unanimemente che l’ effetto serra derivi dall’ aumento delle emissioni in atmosfera di alcuni gas, in primo luogo l’ anidride carbonica, generati dalle attività umane. Un anno fa, il 16 febbraio 2005, è entrato in vigore il protocollo di Kyoto, che impegna i Paesi industrializzati a ridurre le emissioni dei gas responsabili dell’ effetto serra. La Regione Lombardia potrebbe fare la sua parte sviluppando un piano per ridurre le emissioni dei gas in sinergia con le azioni per il miglioramento della qualità dell’ aria. Altre regioni, fra cui la California e i Paesi Baschi costituiscono già un esempio. Iefe-Università Bocconi