(Corriere della Sera – 2 gennaio 2006)

Lo dicono i dati ufficiali dell’ Arpa, l’ Agenzia regionale per la protezione dell’ ambiente: con 151 giorni oltre il limite giornaliero della concentrazione di Pm10, fissato in 50 microgrammi al metro cubo, il 2005 è l’ anno peggiore dal 1998, cioè da quando si dispone di misure sistematiche. Il quadro non muta ricalcolando le misure delle concentrazioni degli anni precedenti alla luce di un nuovo metodo di misura più accurato utilizzato dallo scorso anno. In realtà negli ultimi 8 anni, pur con qualche oscillazione, l’ inquinamento da polveri sottili è in tutta la pianura padana a livelli record in Europa. La risposta politica è stata finora assai debole e fondata principalmente su provvedimenti regionali di emergenza pressoché inefficaci: il divieto di circolazione dei veicoli non catalizzati pre-euro in certe fasce orarie nei giorni feriali ed i blocchi domenicali del traffico. Si sono così addossati sacrifici inutili ai milanesi in nome della lotta allo smog. Nel 2006 la situazione potrebbe cambiare, se i piani, gli annunci e le buone intenzioni dichiarati negli ultimi mesi si trasformeranno in fatti. La Regione ha finalmente predisposto un piano di misure strutturali per migliorare la qualità dell’ aria e rispondere al richiamo della Commissione europea. Gli interventi previsti riguardano il traffico, il riscaldamento, l’ efficienza energetica, l’ uso di fonti energetiche «pulite». Nei giorni scorsi la Commissione ha espresso il proprio apprezzamento per il piano. I provvedimenti più efficaci dovrebbero però scattare nel 2007. Pochi giorni prima di Natale il presidente Formigoni ha infatti annunciato l’ intenzione di vietare la circolazione, a partire dal 1° gennaio 2007, ai bus diesel pre-euro utilizzati per il trasporto pubblico sprovvisti di filtri antiparticolato, e, a partire dal 1° ottobre 2007, anche ai veicoli diesel o a benzina privati pre-euro senza filtri e ai motocicli a due tempi pre-euro non catalizzati: in tutto, secondo stime della Regione, circa 800 bus, un milione di auto e mezzo milione di moto. Visti i precedenti, è lecito nutrire qualche dubbio sull’ effettivo rispetto dei tempi di un provvedimento (per ora solo annunciato) così ambizioso e che dovrebbe essere accompagnato da incentivi per la sostituzione dei mezzi a carico del bilancio regionale. Sarebbe comunque opportuno non concedere rinvii agli autobus, agli autocarri e ai furgoni per trasporto merci diesel, principali responsabili dell’ inquinamento, che sono di proprietà di aziende e imprenditori che ne hanno già ammortizzato il costo. *Iefe – Università Bocconi