(Corriere della Sera – 8 novembre 2005)

Fino a poche settimane fa la costruzione di un parcheggio sotterraneo in Viale Benedetto Marcello costituiva un’ esperienza esemplare. I cittadini avevano infatti sopportato volentieri i disagi dei lavori in cambio di una riqualificazione complessiva dell’ area, che prevedeva giardini e aree gioco per bambini al posto del terreno dissestato occupato da un mercato due volte la settimana. Di fronte alla contrarietà degli ambulanti allo spostamento del mercato, il Settore Strade e Parcheggi del Comune ha invece previsto il ritorno di bancarelle e furgoni. E’ così esplosa la protesta del quartiere. Questo conflitto tra residenti e ambulanti non è isolato. A Milano si svolgono 97 mercati scoperti ogni settimana. La collocazione e la dimensione di alcuni di questi è causa di sporcizia, ingorghi, smog e rumore. Sarebbe ora di rivedere in modo organico la dislocazione dei mercati sul territorio comunale. Sia chiaro, nessuno vuole eliminare i mercati scoperti. Hanno una importante funzione di calmiere dei prezzi e offrono, per certe categorie di prodotti, come frutta e verdura, una qualità superiore. Tuttavia bisogna riconoscere che in diversi casi costituiscono un elemento di degrado. Il Comune non può comportarsi da osservatore o mediatore, nel timore di scontentare qualche lobby, ma è chiamato ad esprimere la capacità di pianificare lo sviluppo del territorio, magari coinvolgendo i Consigli di zona (che potrebbero almeno in questo caso cercare di rendersi meno inutili). La revisione dei luoghi di svolgimento dei mercati costituisce tra l’ altro un’ opportunità di riqualificazione urbana che offre un potenziale beneficio a tutti i soggetti coinvolti, a parte gli abusivi e i venditori di merce contraffatta. Il Comune potrebbe innanzitutto sviluppare un processo partecipativo: ascoltare i cittadini effettuando un sondaggio su quali sono i mercati graditi e sgraditi e per quali ragioni, raccogliere suggerimenti e individuare nuovi siti nei casi sia opportuno uno spostamento. Lo spostamento dovrebbe essere accompagnato dalla riqualificazione, per far sorgere aree verdi e spazi gioco al posto del cemento e del fango, liberare le strade e, in qualche caso, realizzare un parcheggio sotterraneo con il consenso dei residenti. Agli ambulanti regolari verrebbe assicurata una nuova localizzazione, con piazzole attrezzate, connesse alle reti elettriche ed idriche, parcheggi e adeguati servizi di pulizia e vigilanza. Le nuove localizzazioni, a loro volta, consentirebbero di riqualificare aree ancor più degradate. Così i mercati milanesi potrebbero diventare dei luoghi piacevoli da frequentare e acquistare un po’ del carattere degli antichi fori romani e magari del colore dei bazar orientali. * Iefe – Università Bocconi