(Corriere della Sera – 3 novembre 2005)

Il «pacchetto antismog» varato pochi giorni fa dalla Regione, centrato sul blocco alla circolazione dei veicoli non catalizzati partito ieri e su tre «domeniche a piedi», è un pannicello caldo per un malato (l’ aria di Milano) sempre più grave. Ben altra portata ha il «piano di misure strutturali per la qualità dell’ aria» presentato dall’ assessore all’ ambiente Zambetti di cui si attendono l’ approvazione, il finanziamento e la definizione di tempi e «tappe» per la sua concreta attuazione. La misura più efficace prevista dal piano, che da sola contribuirebbe alla riduzione del 30% delle emissioni di polveri sottili da traffico, è la «rottamazione» progressiva e l’ adozione obbligatoria di filtri antiparticolato per gli autocarri e autobus precedenti all’ ultima generazione per livello di emissioni (pre-euro 4). Per affrontare l’ attuale situazione di continuo superamento dei limiti di concentrazione delle polveri sottili, credo però sia una forzatura chiamare in causa il prefetto, che non dispone degli strumenti necessari. La legge affida semmai al sindaco – che a Milano è anche «commissario al traffico» – l’ adozione di provvedimenti di emergenza per tutelare la salute pubblica. Che cosa sta facendo dunque il Comune? Il sindaco Albertini ha annunciato l’ intenzione di riprendere in considerazione la possibilità di introdurre un ticket per l’ ingresso in città (o in alternativa alla cerchia filoviaria o dei bastioni), sulla scorta dell’ esperienza positiva di Londra ed altre città. L’ efficacia del provvedimento varia a seconda della tariffa e dei confini, ma potrebbe ragionevolmente portare ad una riduzione delle emissioni di polveri sottili da traffico del 20%. Nel recente «rapporto sulla qualità dell’ aria» presentato dall’ assessore all’ ambiente Zampaglione è messo in evidenza che il divieto alla circolazione per i veicoli per trasporto merci pre-euro (i più vecchi) ridurrebbe del 20% le emissioni di polveri sottili da traffico. In questo ambito è recentissima la dichiarazione dell’ assessore al traffico Goggi sull’ insuccesso della trattativa con le associazioni degli autotrasportatori per limitare dal 2009 l’ ingresso in città ai veicoli commerciali diesel, responsabili complessivamente del 60% delle emissioni di polveri sottili da traffico. Le soluzioni, quindi sono note. Ma bisogna comunque uscire dalle «sabbie mobili» della concertazione. Una negoziazione può essere necessaria, ma il Comune chiarisca subito che in mancanza di accordo adotterà comunque i provvedimenti necessari. Iefe – Università Bocconi