Da Il Corriere della Sera del 16 settembre 2010

L’inquinamento atmosferico colpisce in modo severo i bambini. Ragioni fisiologiche e comportamentali contribuiscono alla loro maggiore vulnerabilità. Il recente rapporto EpiAir che mette in relazione inquinamento atmosferico e salute in dieci città italiane, tra cui Milano, ne dà un’ ulteriore conferma. Se è vero che si deve evitare di portare i bambini all’ aperto in condizioni di inquinamento acuto – come negli orari di picco e in prossimità di strade trafficate – bisogna tenere conto che gli ambienti chiusi non sono esenti da rischi. Penso sia alle case dove sono presenti fumatori, sia alle scuole. Un recente studio promosso dal ministero dell’ Ambiente sulla qualità dell’ aria nelle scuole elementari e medie italiane ha individuato in Lombardia aule dove le concentrazioni di polveri sottili raggiungono gli 80 microgrammi al metro cubo (ben al di sopra dei limiti). Diversi fattori sono causa dell’ inquinamento «indoor» delle scuole: insufficiente aerazione, presenza di arredi che trattengono la polvere, pulizia inadeguata e persino l’ uso dei gessetti. Il ministero ha diffuso dei consigli per migliorare le condizioni ambientali delle scuole, che richiedono di evitare moquette, linoleum, tappeti e tendaggi, garantire pulizie adeguate, non utilizzare lavagne con il gesso, evitare giochi di peluche, arieggiare e ventilare le aule e gli altri spazi, utilizzare materiali atossici e possibilmente vernici e rivestimenti fotocatalitici, che «mangiano» lo smog.