Da Il Corriere della Sera del 28 settembre 2010

Questa estate il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha chiesto ai suoi concittadini di esprimersi sulle politiche di contrasto all’ inquinamento dell’ aria messe in atto dall’ amministrazione comunale e sulla proposta di un nuovo ambizioso piano per rafforzarle. «Essere la città leader nel mondo per investimenti, affari e turismo, va di pari passo con la capacità di creare un ambiente in cui vivere bene. È vitale individuare le idee migliori per realizzare questo obiettivo. Vogliamo che i londinesi ci facciano sapere che cosa pensano di questo piano per ripulire l’ aria della città, prima di pubblicare la versione finale della strategia», ha scritto nella sua lettera. Il piano fornisce in modo rigoroso e allo stesso tempo ben comprensibile gli elementi necessari per offrire un contributo informato, in particolare le cause e gli effetti dello smog, la visione e la strategia per affrontare il problema, le azioni già intraprese ed i loro risultati, le proposte per il futuro e l’ impatto atteso. Ogni valutazione si fonda su una solida base scientifica. Non si omettono dati preoccupanti come le 4.300 morti premature all’ anno a Londra dovute alle polveri sottili di diametro inferiore ai 2,5 microgrammi, e un costo per la salute di 2,3 miliardi di euro. L’ avvio di un piano complessivo per affrontare l’ inquinamento dell’ aria a Milano si era ispirato proprio ai criteri di trasparenza amministrativa e di partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche di stampo anglosassone. Gli orientamenti più recenti segnano però un’ inversione di rotta. Non sono infatti ancora stati resi pubblici i rapporti integrali di monitoraggio dell’ anno 2009 e del primo semestre 2010 su ecopass e le altre misure per la mobilità sostenibile prodotti dall’ agenzia comunale per la mobilità e l’ ambiente, forniti solo ad una ristretta commissione di consulenti dell’ amministrazione. A supplire, almeno in parte, a questa carenza informativa e partecipativa c’ è quella che Francesco Giavazzi ha definito su queste pagine «l’ occasione da non perdere» della proposta di cinque referendum sull’ ambiente per i quali è in corso la raccolta delle firme (www.milanosimuove.it). Anche il confronto e la collaborazione con le altre città, italiane ed estere, che ha costituito un punto di forza nello sviluppo delle azioni più innovative e un’ opportunità di scambio di buone pratiche, rischiano di venire ridotti. Pochi giorni fa è stato annunciato il ritiro di Milano da Iclei, il più importante network mondiale, con 1.200 aderenti, di città impegnate sul fronte del miglioramento ambientale. Nella città che si appresta ad ospitare l’ Expo, il contributo della comunità scientifica, del sistema produttivo, dell’ associazionismo e in generale della cittadinanza alla formazione delle decisioni pubbliche e il pieno inserimento nelle reti della conoscenza internazionali costituiscono una direzione di marcia irrinunciabile e un vero e proprio investimento sul futuro.