Da Il  Corriere della Sera del 4 novembre 2010

Il car sharing rappresenta la modalità di utilizzo dell’auto del futuro. È un servizio pubblico di condivisione dell’auto, che consente di prelevare e riportare il mezzo a stazioni fisse, pagandone solo l’uso. Il modello di utilizzo è lo stesso del bike sharing che sta riscuotendo un forte gradimento in tutte le città in cui è stato introdotto, compresa Milano. Finora l’utilizzo è stato di nicchia, ma le nuove tecnologie e le crescenti limitazioni all’uso dell’auto privata, potranno portare a una sua rapida e vasta diffusione. Parigi ha fatto da apripista lanciando «Autolib», che metterà a disposizione circa 4 mila veicoli. La flotta, che già dispone di vetture ibride, sarà convertita nel tempo all’elettrico, riducendo a zero le emissioni allo scarico (non quelle dovute all’attrito). Si stima che ogni auto in car sharing possa toglierne sette dalla strada, contribuendo così anche a liberare lo spazio urbano occupato dalle auto in sosta, ferme per oltre il 90% del tempo. Anche Milano ha le carte in regola per puntare a un servizio di car sharing diffuso, se rispetteranno i piani che prevedono di moltiplicare le stazioni, in modo che tutti ne abbiano una vicino a casa o al luogo di lavoro. Per alcune categorie di residenti a Milano al di sotto di un certo reddito (tra cui studenti e pensionati) che decidono di rottamare un auto senza comprarne una nuova sono addirittura disponibili contributi regionali fino a 3 mila euro utilizzabili per il trasporto pubblico, incluso il car sharing. Pensateci!