Home 2018-02-25T12:55:49+00:00

Il mio impegno

L’Italia è il Paese europeo dove oggi l’inquinamento dell’aria fa più vittime, con 86.000 morti all’anno, per la maggior parte in Pianura Padana. L’Unione Europea sta avviando una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia proprio per il mancato rispetto degli standard di qualità dell’aria. La Lombardia deve assumere posizioni di leadership in questo ambito per promuovere una trasformazione complessiva della propria economia, a partire dai settori della mobilità e dell’edilizia.

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Nella mobilità è necessario da un lato incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico, del bike e car sharing e degli spostamenti a piedi e in bicicletta, dall’altro disincentivare l’uso dei veicoli maggiormente inquinanti, fino al divieto di circolazione dei veicoli diesel e dei motorini a 2 tempi nelle aree urbane entro un ragionevole lasso di tempo (la mia proposta è 5 anni), annunciandolo subito. Nell’edilizia è necessario incentivare le nuove costruzioni nelle classi energetiche più elevate e l’efficientamento energetico del patrimonio esistente e dall’altro mettere al bando il gasolio per i sistemi di riscaldamento. A questo fine la Regione può favorire la distribuzione dei fondi europei di sviluppo a quei Comuni che adottano regolamenti edilizi che realizzano questa finalità e definire un quadro di accordi col sistema finanziario per anticipare i flussi delle detrazioni fiscali già previsti dalla normativa nazionale.

La tutela della salute, in primo luogo quella dei bambini, degli anziani e delle fasce deboli, è una priorità non negoziabile.

Per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, inoltre, la Lombardia deve promuovere la completa decarbonizzazione della propria economia, con il progressivo divieto dell’uso dei combustibili fossili in tutti i settori.

Allo stesso tempo la grande risorsa del paesaggio naturale e del patrimonio artistico-culturale deve essere tutelata e valorizzata.

Questa trasformazione è anche una straordinaria opportunità di sviluppo economico. Sempre di più la competitività di un Paese si gioca sulla capacità di innovare prodotti e processi produttivi verso la green economy. Il miglioramento dello stato dell’ambiente costituisce anche un principio etico fondamentale, come insegna Papa Francesco con l’Enciclica Laudato Sì, che richiama alla responsabilità individuale nei confronti degli altri e delle generazioni future.

L’adozione dell’Agenda 2030 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015 e conseguentemente dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, costituisce un quadro di riferimento indispensabile per l’Italia. Le politiche di sviluppo della Regione Lombardia dovranno riferirsi a tali obiettivi.

Per quanto in Lombardia vi sia stata una progressiva riduzione della disoccupazione, i giovani, soprattutto diplomati e laureati, faticano a trovare un lavoro coerente con le loro competenze ed aspirazioni. La Regione, anche in base alle proprie competenze in materia di formazione, deve favorire il rapporto tra sistema formativo e sistema delle imprese. In questo ambito lo stage, sia durante il percorso di studi, che al loro termine, se realizzato secondo criteri di qualità, può costituire uno strumento efficace per favorire l’acquisizione di competenze e l’accesso al mercato del lavoro.

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L’utilizzo di sistemi a voucher, in cui i cittadini potenziali utenti dei servizi formativi hanno diritto di scegliere gli enti di formazione presso cui utilizzare servizi di formazione gratuiti, ha dimostrato la capacità di innalzare la qualità dell’offerta formativa attraverso la concorrenza fra operatori.

Anche il ricollocamento degli over 50 deve passare attraverso sistemi a voucher che favoriscano l’adeguamento delle competenze in una logica di formazione continua.

Altrettanto rilevante è favorire l’imprenditorialità ed in particolare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese nei settori più innovativi e sostenibili, creando le condizioni di snellimento burocratico, di accesso ai servizi, di libertà di impresa e di liberalizzazione del mercato del lavoro, nonché di accesso al credito, che sono condizioni essenziali per favorire gli investimenti.

Sussidiarietà significa attribuire le competenze amministrative al livello più vicino possibile al cittadino, tenendo conto della scala più efficiente per gestire i servizi pubblici.

In questo senso la Regione deve da un lato assumere alcune funzioni oggi esercitate dallo Stato e dall’altro “dimagrire” e cedere ai Comuni la maggior parte delle funzioni di amministrazione attiva.

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La sussidiarietà può funzionare bene solo nel quadro di un sistema di federalismo fiscale, dove ogni livello istituzionale ha una capacità di spesa il più possibile coincidente con la capacità di prelievo fiscale, in modo che i cittadini siano in grado di comprendere in modo trasparente quanto sono efficienti le istituzioni e gli amministratori ed i funzionari pubblici siano responsabilizzati sui risultati della loro attività.

In questo quadro il cittadino e la famiglia vanno posti al centro delle politiche regionali e la pubblica amministrazione deve attraversare un processo di trasformazione che la porti davvero al loro servizio. La digitalizzazione costituisce un importante strumento in questo senso.

La Regione Lombardia deve svolgere anche un percorso di “spending review” per individuare gli sprechi che si annidano in varie attività pubbliche e promuovere le privatizzazioni delle proprie partecipazioni societarie, in modo da favorire la libera concorrenza sul mercato.

L’Italia è il Paese europeo dove oggi l’inquinamento dell’aria fa più vittime, con 86.000 morti all’anno, per la maggior parte in Pianura Padana. L’Unione Europea sta avviando una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia proprio per il mancato rispetto degli standard di qualità dell’aria. La Lombardia deve assumere posizioni di leadership in questo ambito per promuovere una trasformazione complessiva della propria economia, a partire dai settori della mobilità e dell’edilizia.

Nella mobilità è necessario da un lato incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico, del bike e car sharing e degli spostamenti a piedi e in bicicletta, dall’altro disincentivare l’uso dei veicoli maggiormente inquinanti, fino al divieto di circolazione dei veicoli diesel e dei motorini a 2 tempi nelle aree urbane entro un ragionevole lasso di tempo (la mia proposta è 5 anni), annunciandolo subito. Nell’edilizia è necessario incentivare le nuove costruzioni nelle classi energetiche più elevate e l’efficientamento energetico del patrimonio esistente e dall’altro mettere al bando il gasolio per i sistemi di riscaldamento. A questo fine la Regione può favorire la distribuzione dei fondi europei di sviluppo a quei Comuni che adottano regolamenti edilizi che realizzano questa finalità e definire un quadro di accordi col sistema finanziario per anticipare i flussi delle detrazioni fiscali già previsti dalla normativa nazionale.

La tutela della salute, in primo luogo quella dei bambini, degli anziani e delle fasce deboli, è una priorità non negoziabile.

Per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, inoltre, la Lombardia deve promuovere la completa decarbonizzazione della propria economia, con il progressivo divieto dell’uso dei combustibili fossili in tutti i settori.

Allo stesso tempo la grande risorsa del paesaggio naturale e del patrimonio artistico-culturale deve essere tutelata e valorizzata.

Questa trasformazione è anche una straordinaria opportunità di sviluppo economico. Sempre di più la competitività di un Paese si gioca sulla capacità di innovare prodotti e processi produttivi verso la green economy. Il miglioramento dello stato dell’ambiente costituisce anche un principio etico fondamentale, come insegna Papa Francesco con l’Enciclica Laudato Sì, che richiama alla responsabilità individuale nei confronti degli altri e delle generazioni future.

L’adozione dell’Agenda 2030 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015 e conseguentemente dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, costituisce un quadro di riferimento indispensabile per l’Italia. Le politiche di sviluppo della Regione Lombardia dovranno riferirsi a tali obiettivi.

Per quanto in Lombardia vi sia stata una progressiva riduzione della disoccupazione, i giovani, soprattutto diplomati e laureati, faticano a trovare un lavoro coerente con le loro competenze ed aspirazioni. La Regione, anche in base alle proprie competenze in materia di formazione, deve favorire il rapporto tra sistema formativo e sistema delle imprese. In questo ambito lo stage, sia durante il percorso di studi, che al loro termine, se realizzato secondo criteri di qualità, può costituire uno strumento efficace per favorire l’acquisizione di competenze e l’accesso al mercato del lavoro.

L’utilizzo di sistemi a voucher, in cui i cittadini potenziali utenti dei servizi formativi hanno diritto di scegliere gli enti di formazione presso cui utilizzare servizi di formazione gratuiti, ha dimostrato la capacità di innalzare la qualità dell’offerta formativa attraverso la concorrenza fra operatori.

Anche il ricollocamento degli over 50 deve passare attraverso sistemi a voucher che favoriscano l’adeguamento delle competenze in una logica di formazione continua.

Altrettanto rilevante è favorire l’imprenditorialità ed in particolare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese nei settori più innovativi e sostenibili, creando le condizioni di snellimento burocratico, di accesso ai servizi, di libertà di impresa e di liberalizzazione del mercato del lavoro, nonché di accesso al credito, che sono condizioni essenziali per favorire gli investimenti.

Sussidiarietà significa attribuire le competenze amministrative al livello più vicino possibile al cittadino, tenendo conto della scala più efficiente per gestire i servizi pubblici.

In questo senso la Regione deve da un lato assumere alcune funzioni oggi esercitate dallo Stato e dall’altro “dimagrire” e cedere ai Comuni la maggior parte delle funzioni di amministrazione attiva.

La sussidiarietà può funzionare bene solo nel quadro di un sistema di federalismo fiscale, dove ogni livello istituzionale ha una capacità di spesa il più possibile coincidente con la capacità di prelievo fiscale, in modo che i cittadini siano in grado di comprendere in modo trasparente quanto sono efficienti le istituzioni e gli amministratori ed i funzionari pubblici siano responsabilizzati sui risultati della loro attività.

In questo quadro il cittadino e la famiglia vanno posti al centro delle politiche regionali e la pubblica amministrazione deve attraversare un processo di trasformazione che la porti davvero al loro servizio. La digitalizzazione costituisce un importante strumento in questo senso.

La Regione Lombardia deve svolgere anche un percorso di “spending review” per individuare gli sprechi che si annidano in varie attività pubbliche e promuovere le privatizzazioni delle proprie partecipazioni societarie, in modo da favorire la libera concorrenza sul mercato.

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